Mario's profileMario CiprianoPhotosBlogLists Tools Help

Blog


    8/31/2006

    FINALMENTE EL NUEVO 7

    Dopo 3 mesi di straziante attesa, piangendo il tradimento dell'eroe Andrij che tante gioie ha dato, aspettando Henry, Cassano, Tevez, Ibrahimovic, Crespo, Sobis, Ronaldo, è giunto il nuovo numero 7 dell'a.c.Milan: Ricardo Oliveira.
    Arriva in silenzio, perchè nessuno lo conosce bene, perchè ereditare la maglietta che fu di Andrij Shevchenko sarebbe stato difficile per chiunque, perchè non è un "colpo a effetto".
    Io questo ragazzo di 26 anni lo ricordo quando fu preso dal Valencia e fece male, ma anche quando fu preso dal RealBetis di Sevilla e spaccò tutto. Lo aspettiamo, aspettiamo che dimostri quel che sa fare, sperando che sia tanto e bene, aspettiamo che ci faccia dimenticare il tradimento di Maggio, che trascini la squadra in Champions, che segni gol gol e ancora gol in SerieA. 
    8/25/2006

    5 MESE5 CON MI GALLETITA

    Ayer, 24 de Agosto, fueron 5 meses desde que yo y María Valeria estamos juntos.
    5 meses . . . . . ¡nunca me lo hubiera imaginado!
    5 meses largos, difíciles, hermosos.
    5 meses y la esperanza de poder celebrar aquí en mi Madird los 6 . . . . .

    VUELTA AL GAVIRIA

    Agosto es el mes más veraniego de todos.
    Pero, yo lo he vivido de manera un poco diferente a como se pueda pensar.
    He salido poco: 1) el 12 fui a La Latina, donde había unas fiestas yo y mi galletita estuvimos antes con flavia y otras amigas y después con Mikel, Amaia, Sergio y Giuseppe; 2) el 14 era el cumpleaños de Sergio, así que salimos un poco por Tribunal, pero Valeria se aburrió; mientras que volviamos a casa, la llamó mikel y fuimos otra vez a La Latina con él (¿?) y Amaia; 3) el 19 salimos en un restaurante en Príncipe Pío con Flavia, Chris & C. y conocimos también una pareja, él italiano y ella argentina . . . 4) el Miercoles pasado salí sólo, justo una hora a dar una vuelta entre el Palacio Gaviria (donde volvía después de dos meses, encontrandolo semi-vacío) y el Bourbon Café (donde encontré a Jaime).
     
    Un Agosto algo particular, entonces, esperando de estar aquí también en Septiembre . . . . .
    8/20/2006

    EL HOMBRE BI-PITO

    Il seguente articolo è tratto dalla web de La Repubblica del día odierno.
     
    Un uomo d'affari indiano nato con due peni vuole rimuoverne chirurgicamente uno per potersi finalmente sposare ed avere una vita sessuale normale. E' quanto scrive il quotidiano Times of India che, per ovvie ragioni di privacy, non rivela il nome del protagonista di questa vicenda.
    L'uomo, 24 anni, vive nello stato dell'Uttar Pradesh, nel nord del Paese, ed è stato ricoverato in un ospedale di New Delhi questa settimana. Il suo caso, più unico che raro, è chiamato duplicazione del pene o difallia. "Un uomo con due peni funzionanti è un caso senza precedenti anche nella letteratura medica. Nelle forme più comuni di difallia uno dei due organi non è del tutto formato", ha dichiarato un chirurgo citato dal Times of India.
    L'intervento per asportare uno dei due peni non sarà facile in quanto entrambi gli organi sono ben sviluppati e, affinché quello rimanente funzioni normalmente, bisogna assicurargli un afflusso sanguigno sufficiente.
    Esistono solo circa 100 casi documentati di difallia in tutto il mondo, la cui incidenza statistica è quantificata nell'ordine di un caso ogni 5,5 milioni di maschi nati. La malformazione è causata da una mancata fusione di tessuti nel mesoderma, uno dei tre strati primari dell'embrione umano, dal quale originano molte parti del corpo umano.

    8/17/2006

    HABEMUS PISO

    Venerdì, 16 Settembre 2005.

    Il giorno 16 di Settembre fu dedicato quasi integralmente alla ricerca di un appartamento. Comprato il “Segunda Mano”, avevo già fatto un paio di telefonate a vuoto, quando ricevetti quella di Casimiro. Ci incontrammo di lì a poco, alle h 11.10, di fronte alla statua de “el Oso y el Matroño”, presenti anche Francesco e Floriana. Mi diceva che Floriana avrebbe lasciato l’Hostal in cui alloggiava con loro per andare ospite da un’amica e che, quindi, potevo passare da loro (passare, cioè, da una spesa di 30 € a notte ad una di 18); mi proponeva, inoltre, di cercar casa insieme, con l’aiuto del suo tutor Rafa, che sarebbe giunto a momenti. Accettai il tutto ed andai a portare i miei bagagli nel nuovo Hostal (pagando il conto di oltre 100 €), accompagnato da Francesco. Al ritorno, iniziò la ricerca. Dopo aver comprato la SIM spagnola (compagnia telefonica di nome Amena), si fecero molte telefonate (o, meglio, le fece Rafa, che era stato in Erasmus ad Ascoli Piceno nel 2004/2005) ed alla fine uscì un appartamento in zona Marqués de Vadillo, appartamento che alla fine decidemmo di non andare a vedere, essendo il posto troppo lontano dal centro e, quindi, poco adatto alle nostre esigenze. Si videro altri due pisos: uno in Calle de Amaniel (1000 € totali al mese), una strada a due passi da Plaza de España, che non ci convinse al massimo perchè una delle camere da letto era piccolissima; un’altro in Calle Arenal, prezzo un pò più alto, con due doppie (quindi sarebbe servito un quarto inquilino), ma più grande e con una ubicazione eccellente. Accettammo l’offerta per quest’ultimo e ci demmo appuntamento con la proprietaria al giorno seguente per definire i dettagli e mettere nero su bianco. Nel mezzo, avevamo pranzato (e, poi, anche cenato) alla “Taberna Bocatín” di Calle Arenal, dove ero stato nei giorni precedenti. Nell’andarci, avevamo incrociato Alessandro, il ragazzo romano conosciuto il giorno prima e lo avevamo invitato ad unirsi a noi. Prima di andar via, mi ero messo d’accordo con Fulvio, il ragazzo milanese che lì lavorava, per vederci in serata, quando lui avrebbe staccato. Verso le h 20.00, però, la signora dell’appartamento di Calle Arenal ci aveva telefonato, dicendoci che suo marito aveva già affittato ad altri il piso. Inutile la rabbia di Casimiro, puntammo sull’altro, quello di Calle de Amaniel. All’appuntamento con Fulvio c’andammo solo io e Floriana, visto che gli altri due decisero di rincasare a mezzanotte, già stanchi dopo un paio di notti madrilene. Andammo a bere in un pub di nome “La Negra Tomasa”, dove peraltro lavorava come portiere un amico di Fulvio, Jonathan, che non si risparmiò commenti sulle “qualità” di Flo, commenti già fatti anteriormente da me e Fulvio, senza dimenticare quelli di Giuseppe, l’italo-spagnolo, responsabile del posto dove Fulvio lavorava.  Rincasammo verso le h 4.00. Flo mi aveva detto che non le andava più di passare la notte dalla sua amica e mi aveva chiesto di farla restare con noi, così che io e lei dividemmo il letto. Saranno state le “qualità” di Floriana, sarà stata la tensione per il piso o l’essere ormai integratomi nella Madrid-night, sta di fatto che non chiusi occhio. Alle h 6.00 del mattino, uscii dall’appartamento e presi la Metro, destinazione Santiago Bernabéu. Quando misi la testa all’aria aperta, mi ritrovai immediatamente il mitico stadio del Real Madrid davanti agli occhi, splendido in tutta la sua maestosità. Passai un’oretta a girarci intorno, ad ammirarlo, venerarlo. Nella mia vita avevo visto il Partenio di Avellino, il San Paolol” di Napoli, l’Olimpico di Roma, il Montjüic di Barcelona ed il De Gerland di Lione, ma mai niente del genere.

    Sabato, 17 Settembre 2005; Domenica, 18 Settembre 2005.

    Passata la mattinata, nel pomeriggio andammo a concludere per il nuovo appartamento, con il proprietario Primitivo Sánchez che fece firmare (a Casimiro, in quanto il più “anziano”) un contratto fino al 30 Giugno 2006. Il piso, al nº 5 di Calle de Amaniel, 1º piano, porta 5, era composto da una toilette, una cucina, un salone con finestra che dava sulla strada e le tre camere da letto. Sul problema della stanza piccola si discusse profusamente, facendo ipotesi delle più strampalate, tipo quella di occuparla per un mese a testa. Alla fine si decise che, quando Floriana sarebbe andata via (per ora era nostra ospite e passava la notte sul sofà in salotto, in attesa di trovar casa anche lei), avremmo fatto del salotto una camera da letto. Il predestinato ad occuparla ero io . . . . . Sistematici, data una pulita generale e fatta la spesa, impegnai il resto del fine settimana ad aiutare Floriana nella sua ricerca, rinunciando a seguire Francesco e Casimiro, che andarono con gli altri Eramus ad assistere a “La Vuelta de España” ciclistica, che passava Domenica per le strade di Madrid. Uscimmo a fare un giretto per il centro Sabato sera, finendo alle porte del “Parque del Buen Retiro”, a quell’ora chiuso, dove (con me silenzioso e piuttosto giù di morale) Casimiro si esibì in un esasperante monologo sulle sue avventure, o presunte tali (mesi dopo, Francesco disse «Se volessi credere al 50% di quel che racconta Casimiro, crederei ad una marea di stronzate»), da storie avvenute nella sua Solofra (provincia di Avellino, ma a due passi dalla città universitaria di Fisciano) ad altre avvenute durante i pochi mesi da lui passati nell’Accademia dell’Aeronautica Militare di Napoli, da dove fu ben presto sbattuto fuori. Mi liberai solo per qualche minuto da questa angoscia, intavolando una accesa ma gradevole discussione con Francesco sul tema della libertà di stampa, ottenendo conferma di qualcosa che già avevo percepito negli ultimi giorni: Francesco Fiore (originario della piccola Cicciano, provincia di Napoli) non è un semplice secchione come pensavo, ma un ragazzo sveglissimo ed estremamente intelligente, che integra lo studio teorico della comunicazione di massa con una accurata applicazione pratica, ottenedo idee chiare, apertura mentale, voglia di imparare, che si sommano a doti naturali come la bontà, la buona educazione e la simpatia.

    8/14/2006

    UN BACIO ALLA FALSITÀ

    Dopo essere stati lasciati in quel modo, pensavamo di avergli visto già fare il peggio.
    Ma al peggio pare proprio non esserci mai fine.
    Andriy Shevchenko Sabato scorso esordisce in una gara ufficiale con la maglia del Chelsea, segna e la bacia: il tradimento è completo.
    Pare una divina punizione che i blues abbian poi perso quella gara contro il Liverpool (a cui Sheva dovrebbe voler bene molto . . .), valida per la Community Shield.
    Alla falsità di Maggio, si aggiunge questa.
    ¡Bravo Andriy! Continua così . . . . .

    LA LEY DEL ABORTO EN ESPAÑA

    La aprobación del la Ley orgánica 9/1985 de Reforma del Artículo 417 bis del Código Penal, respondió a la voluntad de cumplimiento por parte del Gobierno Socialista de su oferta en el programa electoral. Éste incluía como uno de los puntos más relevantes, dentro de su compromiso de cambio para modernizar la sociedad, la modificación del Código Penal, despenalizando el aborto. Así, existe por primera vez en España una Ley de Interrupción Voluntaria del embarazo, si exceptuamos la Ley en la Generalitat de Catalunya durante el período de la Segunda República (Diciembre de 1936, en plena Guerra Civil Española).

    El artículo 417 bis del Código Penal queda redactado de la siguiente manera:

    1. «No será punible el aborto practicado por un médico o médica bajo su dirección, en centros o establecimientos sanitarios público o privado, acreditado y con consentimiento expreso de la mujer embarazada, cuando concurran alguna de las circunstancias siguientes.»

    . «Que sea necesario para evitar un grave peligro para la vida o la salud o física o psíquica de la embarazada y así conste en un dictamen emitido con anterioridad a la intervención por un médico o médica de la especialidad correspondiente, distinto de aquél por quien o bajo cuya dirección se practique el aborto. En caso de urgencia por riesgo vital para la gestante, podrá prescindirse del dictamen y del consentimiento expreso.»

    . «Que el embarazo sea consecuencia de un hecho constitutivo de delito de violación del artículo 429, siempre que el aborto se practique dentro de las 12 primeras semanas de gestación y que el mencionado hecho hubiese sido denunciado.»

    . «Que se presuma que el feto habrá de nacer con graves taras físicas o psíquicas, siempre que el aborto se practique dentro de las 22 semanas de gestación y que el dictamen, expresado con anterioridad a la práctica del aborto, sea emitido por dos especialistas de centro o establecimientos sanitarios, públicos o privados, acreditados al efecto, y distintos de aquél por quien o bajo cuya dirección se practique el aborto.»

    2. «En los casos previstos en el número anterior, no será punible la conducta de la embarazada aún cuando la práctica del aborto no se realice en un centro o establecimiento público o privado acreditado o no se hayan emitido los dictámenes médicos exigidos.»
    8/9/2006

    LA FONTANA DE ORO

    Veterana de los ambientes nocturnos de la capital, La Fontana de Oro no es uno más de los locales de corte celta. Refugio durante los últimos años de numerosos noctámbulos gracias a su tardío horario de cierre, La Fontana de Oro muestra como principal reclamo, como no podía ser de otra manera, su gran variedad de cervezas, que en número y calidad nada tienen que envidiar a las de su numerosa competencia. Pero también la sangría ocupa un lugar importante entre las preferencias de su clientela, ya que es habitual que su amplio salón inferior sirva de inicio de juerga para muchos, que optan por esta tradicional bebida antes de iniciar la perigrinación nocturna. La planta principal, profusa y acertadamente decorada, con tantos motivos celtas como españoles, sirve de jueves a sábado, a partir de la media noche, de escenario y auditorio para sus actuaciones en directo, como es de suponer relacionadas con la música celta, y de cuya calidad el local se enorgullece. La música comercial ocupa el lugar de la gaita durante el resto de la jornada. Pero si lo que se quiere es conocer el local sin embuirse entre sus numerosísimos clientes nocturnos, nada más fácil. La Fontana de Oro sirve de lunes a domingo un menú del día, con intención de mostrar las excelencias de su cocina casera. Ya no hay excusas.

    8/6/2006

    30 AÑOS POR MIAMOR

    A las h 11.00 del 5 de Agosto de 1976, nacía en Ciudad de Buenos Aires María Valeria Olguín Guerra.
    Ayer, 5 de Agosto de 2006, cumplió 30 años.
     
    La noche antes le había preparado la cena y teníamos pensado ir a La Fontana de Oro, donde nos conocimos, pero después de cenar le agarró el sueño y a las h 23.00 ya dormía. Esto le hizo perder el fascino de la Medianoche y no le hizo apreciar el regalo que, pensando oportuno despertarla, le entregué.
    El día lo pasamos tranquilo y estuvimos muy bien
    La noche se caracterizó por un "pequeño" problema que tuvimos, inmediatamente antes de que viniera en nuestro piso Inma, una horita antes de que viniera también Giuseppe. Juntos con ellos fuimos a Lavapíes, donde Mikel (en dulce compañía) nos había invitado a ir, ya que había una fiesta (apenas llegados, Inma dijo "Parece una fiesta de pueblo"; de esto se puede imaginar cuanto me gustó). Allá llegaron también Amaia, Rubén y Sergio. Con ellos fuimos en un pub en la zona y, más o menos a las h 2.30, (sin Inma y Amaia) cambiamos para ir en una disco en zona Alonso Martinez. Salimos a las h 4.30.
     
    A parte lo bueno y lo malo del día, lo que queda son los 30 años de miamor. Creo sea una etapa importante, como pueden serlo los 18.
    La diferencia es que los 18 cambian la vida: la mayor edad, el coche, la Universidad, el terminar de la adolescencia.
    De diferente manera, los 30 son solo una etapa. Sabes que ya no eres un/a niña/o. la próxima vez que tendrás que hacer fiesta será por los 40 . . . . .
     
    El caso particular de ayer, no deja nada más y nada menos que la chica que conozco, la misma con un año más (actualmente se podría decir que tiene 9 años más que yo . . .). La misma, guapísima, encantadora María Valeria a la que tanto quiero.
    8/1/2006

    SÓLO HASTA EL OBJETIVO

    Madrid es vida, como siempre. Pero, es también un calor absurdo, insoportable a veces.

    En estos días, centrado en la busqueda de trabajo, he salido muy poco.

    Salí hace dos semanas: una vez fui cerca de Plaza Mayor, donde estuvo con Franziska (que cuplió sus primeros 27 años), Jorge y otros amigos; dos días después salí con los compañeros de trabajo de miamor, ya que una de sus compañeras, la rumana Gabriela, se iba a vivir en Las Palmas.

    Por lo demás, casi nada.

    Nada, como por el trabajo. Siguo haciendo entrevistas sin que salga nada bueno.

    Además, en eso, estoy totalmente sólo. Si mi familia me apoya sin condividir mis intenciones, quien las condivide es miamor. Pero (creo después de la delusión de Mondial) Valeria no cofía en mis posibilidades de ancontrar trabajo y poderme quedar. 

    He legado a pensar "Si no tengo posibilidades, ¿por qué seguir haciendo entrevistas? ¿por qué perder tiempo inutilmente?". Esta mañana no he ido a una entrevista. Después he retomado la confianza (al parecer, si no la encuentro yo, no la encuentra nadie para mi) y he quedado para otras dos, una mañana y una el Jueves.

    Sólo, mirando a un objetivo a lo que casi nadie quiere que llegue y a lo que nadie cree que pueda llegar.

    Pero, bueno, estoy acostumbrado a andar sin nadie a mi lado.  ¡¡¡Lo haré también esta vez!!! 

    FIN DE UNA ERA EN MI MADRID

    Se acabó también el mes de Julio.
     
    Julio es el primer mes, desde que vivo en esta ciudad, en el que no he ido ni una vez al Palacio Gaviria.
    Parecerà un insignificante detalle, pero no lo es. El Palacio Gaviria ha sido el lugar símbolo de mi Erasmus, de mi vida madrileña; el lugar en el que ir cuando la intención era la de pasar una noche de diversión absoluta; el lugar en el que ir a pasar sólo una horita a tomar una copa. Ibamos, con Casimiro y Francesco, casi todos los Lunes, Martes y Miercoles. El Jueves el día más importante, la noche de los extranjeros.
     
    La noche en la que conocí a miamor fui allá y allá la llevé después de habernos conocidos en La Fontana de Oro; allá nuestro primer beso.
     
    Pero, a parte eso, allá he pasado algunas de las mejores noches de este año.
     
    El mes de Junio quise ir (el día 26), tan sólo para decir "He ido también este mes, por lo menos una vez".
    Ayer, último día disponible, no fui.
     
    En cierto sentido, termina una era para mi Madrid.